C’era una volta il tempo in cui il protagonista di uno sparatutto era un cannoncino che doveva distruggere tutto quello che si muoveva sullo schermo.
Poi vennero le astronavi e, oltre allo scorrimento dello schermo, gli sparatutto ebbero persino una storia che giustificasse il massacro di sprite.
Poi gli sparatutto a scorrimento sono evoluti nei cosiddetti “bullet hell“, ovvero inferni di proiettili (avversari) in cui lo scopo non è tanto distruggere il nemico, ma trovare il giusto percorso all’interno di onde di proiettili che occupano praticamente tutto lo schermo.
Come fa notare Joystiq, i bullet hell sono diventati così popolari che l’idea di uno sparatutto in cui si passi più tempo a sparare che a evitare i proiettili oggigiorno suona abbastanza strana ed è ironico che un gioco con questa meccanica vada a chiamarsi Bullet Soul, l’anima da salvare dall’inferno.
Anche i protagonisti sono cambiati, abbandonando le fredde astronavi per diventare persone, solitamente attinenti alla tradizione (mistica) giapponese (oppure da qualche altro franchise, come il recente King Of Fighters Sky Stage).
Partendo da Parodius, e passando per le serie Sengoku Ace e Shikigami no Shiro il genere si è rapidamente orientato a contornare il pretesto di distruzione dello sparatutto con design dei personaggi sempre più elaborati dotati di background che, sebbene non possano rivaleggiare con quelli dei giochi di ruolo, restano sufficientemente approfonditi.
Una delle software house più attive in questo particolare sottogenere (e in quello dei bullet hell in genere) è sicuramente la giapponese Cave, da cui sono usciti pietre miliari come DoDonPachi ed Espgaluda.
Tra i prodotti di questa software house segnaliamo Deathsmiles, uscito in sala giochi originariamente nel 2007, recentemente convertito per Xbox360 e rilasciato anche sul mercato americano, in cui le protagoniste vantano un design ricco di pizzi e merletti che richiama prodotti come Rozen Maiden (ma con anche elementi presi da Yami to Boshi).
Pur non essendo rivoluzionario, il design dei personaggi è chiaramente aderente ai canoni del kawaii e ben si presta a cosplay originali per chi cerca un videogioco lontano dai soliti.



Il prossimo 25 Novembre saranno inoltre rilasciati sul mercato Giapponese tre nuovi titoli per Xbox360.
Se Dodonpachi Resurrection 1.51 resta un tradizionale sparatutto con navicelle (anche se resta l’attenzione ai personaggi tipica dei titoli giapponesi), è con Pink Sweets e Muchi Muchi Pork che Cave ripropone personaggi umani intenti a farsi strada in un inferno di proiettili con due giochi dal design a volte bizzarro e vagamente hentai, ma già portato in scena da alcuni cosplayer.





