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The Last Ranker & Criminal Girls

Sviluppato da Nippon Ichi e Imageepoch Criminal Girls è un RPG per PSP in uscita il prossimo 18 novembre, che segue le vicende di sette ragazze intrappolate all’inferno.

Ognuna delle ragazze rappresenta uno dei sette peccati capitali e lo scopo del gioco è riabilitare e così far tornare al mondo reale le sette sventurate… attraverso le sculacciate.

Sebbene dubitiamo che vi si possa estrarre una scenetta adatta al palco di Lucca senza volutamente accedere al genere parodistico, da quello che si intuisce dalle poche foto disponibili, il gioco sembra sufficientemente curato graficamente da permettere un bel cosplay di gruppo

Sempre in ambito RPG per PSP, The Last Ranker è un gioco di ruolo di Capcom caratterizzato da un sistema di combattimenti che richiede la pressione dei tasti in stile quick time event e da personaggi che indossano costumi disegnati accuratamente che, anche se non sfarzosi come quelli di Final Fantasy (lo stile prevalente è quello della divisa militare), non lesinano enormi spadoni.

Uscito lo scorso luglio in Giappone, il gioco sarà presto trasposto in un manga con character design che non sembra aver stravolto quello del gioco.

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Ritorno a Ritorno al Futuro

Il 2015 si avvicina a grandi passi e se per l’amministrazione di Milano questo significa tempi stretti per l’Expo, per noi nerd significa qualcosa di molto più importante: significa che ancora non abbiamo giubbotti autoasciuganti, hoverboard e carta antipolvere.

Ma soprattutto niente scarpe che si chiudono da sole. Tempo fa un ragazzo ne aveva realizzato un prototipo artigianale, ma di sicuro le speranze di vedere una simile meraviglia tecnologica nei negozi sono più salde da quando proprio la Nike (che in passato aveva commercializzato le scarpe viste nel secondo film della serie di Ritorno al Futuro) ha presentato il brevetto per le scarpe che si allacciano da sole dotate di illuminazione

Ideali per recarsi al Wormhole, un bar di Chicago in cui è possibile ammirare una vera DeLorean, assieme ad altri vari gadget della cultura nerd/geek.

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Breaking-l'outing di Kayo Satou: 'sono un uomo'

Kayo Satou, meglio nota in rete come Kayo Police, è una cosplayer molto nota in Giappone soprattutto per essere una discreta giocatrice di Street Fighter (basta una ricerca su Youtube per trovare numerosi video dei suoi incontri in cui usa principalmente Viper, personaggio di cui è probabilmente la più forte interprete in tutto il Giappone), che lavora come modella e testimonial per numerose riviste, apparendo talvolta anche in TV e partecipando persino a eventi motoristici come Race Queen.

Kayo con i produttori del videogioco Bayonetta

La scorsa sera Kayo è apparsa nel programma Majotachi no 22ji (le streghe delle dieci di sera), durante il quale ha confermato le voci che da qualche tempo circolavano sulla sua persona: Kayo Satou in realtà è un uomo o meglio una new half, come vengono indicati in Giappone i transessuali (in contrapposizione agli half “comuni” che sono quelli che hanno un solo genitore giapponese).

Kayo sostiene di non aver subito nessun intervento di chirurgia plastica.

La notizia sta già facendo il giro della rete e non si contano i commenti dei fan sconvolti e confusi.

Saranno gli anni di assuefazione ai manga in cui compaiono personaggi dalla sessualità androgina o la consapevolezza che l’androginia in Giappone è abbastanza “comune” (fattore che spiega la mole di storie di cui sopra), ma la notizia non cambia di una virgola la nostra considerazione verso Kayo.

E poi insomma, una ragazza carina che gioca a Street Fighter ed è pure brava? troppo bella per essere vera: esiste solo nei sogni più selvaggi dei nerd. ;)

Dal blog di Kayo

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Batman: anche i ricchi mangiano

Eppure pensavamo che Bruce Wayne fosse multimiliardario… e ci eravamo illusi che Batman, nonostante certi atteggiamenti da antieroe, fosse un paladino della Giustizia, ma che soprattutto agisse nell’ombra e senza farsi mai vedere.

Cosa dobbiamo pensare di questo Batman che si fa addirittura beccare da una telecamera mentre ruba un taco da un fast food drive through?

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http://www.youtube.com/watch?v=T62i7a2HQQ4&feature=player_embeddedImmagine anteprima YouTube
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Cave: per un cosplay nei soliti cannoni

C’era una volta il tempo in cui il protagonista di uno sparatutto era un cannoncino che doveva distruggere tutto quello che si muoveva sullo schermo.

Poi vennero le astronavi e, oltre allo scorrimento dello schermo, gli sparatutto ebbero persino una storia che giustificasse il massacro di sprite.

Poi gli sparatutto a scorrimento sono evoluti nei cosiddetti “bullet hell“, ovvero inferni di proiettili (avversari) in cui lo scopo non è tanto distruggere il nemico, ma trovare il giusto percorso all’interno di onde di proiettili che occupano praticamente tutto lo schermo.

Come fa notare Joystiq, i bullet hell sono diventati così popolari che l’idea di uno sparatutto in cui si passi più tempo a sparare che a evitare i proiettili oggigiorno suona abbastanza strana ed è ironico che un gioco con questa meccanica vada a chiamarsi Bullet Soul, l’anima da salvare dall’inferno.

Anche i protagonisti sono cambiati, abbandonando le fredde astronavi per diventare persone, solitamente attinenti alla tradizione (mistica) giapponese (oppure da qualche altro franchise, come il recente King Of Fighters Sky Stage).

Partendo da Parodius, e passando per le serie Sengoku Ace e Shikigami no Shiro il genere si è rapidamente orientato a contornare il pretesto di distruzione dello sparatutto con design dei personaggi sempre più elaborati dotati di background che, sebbene non possano rivaleggiare con quelli dei giochi di ruolo, restano sufficientemente approfonditi.

Una delle software house più attive in questo particolare sottogenere (e in quello dei bullet hell in genere) è sicuramente la giapponese Cave, da cui sono usciti pietre miliari come DoDonPachi ed Espgaluda.

Tra i prodotti di questa software house segnaliamo Deathsmiles, uscito in sala giochi originariamente nel 2007, recentemente convertito per Xbox360 e rilasciato anche sul mercato americano, in cui le protagoniste vantano un design ricco di pizzi e merletti che richiama prodotti come Rozen Maiden (ma con anche elementi presi da Yami to Boshi).

Pur non essendo rivoluzionario, il design dei personaggi è chiaramente aderente ai canoni del kawaii e ben si presta a cosplay originali per chi cerca un videogioco lontano dai soliti.

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Il prossimo 25 Novembre saranno inoltre rilasciati sul mercato Giapponese tre nuovi titoli per Xbox360.

Se Dodonpachi Resurrection 1.51 resta un tradizionale sparatutto con navicelle (anche se resta l’attenzione ai personaggi tipica dei titoli giapponesi), è con Pink Sweets e Muchi Muchi Pork che Cave ripropone personaggi umani intenti a farsi strada in un inferno di proiettili con due giochi dal design a volte bizzarro e vagamente hentai, ma già portato in scena da alcuni cosplayer.